Ottobre – Novembre 2022

Eloisa Gobbo

Gilda’s Wall
ART FOR VALUE

a cura di Cristina Gilda Artese

Ottobre – novembre 2022

Gilda’s Wall
ART FOR VALUE

Eloisa Gobbo

Gilda Contemporary Art in collaborazione con
Banca di Asti- Via A. Manzoni 12, Milano

Nella prestigiosa sede della Banca di Asti in via Manzoni a Milano, a pochi passi dal teatro La Scala e da Palazzo Marino, oltre che dal Museo Poldi Pezzoli, inaugura una rassegna di arte contemporanea a cura di Cristina Gilda Artese.  “Gilda’s wall_ Art for value” è un progetto che nasce dalla stretta collaborazione fra la sede milanese della Banca di Asti, situata all’interno di un magnifico palazzo storico, e la galleria d’arte contemporanea Gilda Contemporary Art, della quale Cristina Gilda Artese è art director: in fase di ristrutturazione della sede storica, la banca di Asti, ha deciso di destinare una parete di 13 metri, idoneamente attrezzata, all’esposizione di opere d’arte, al fine di consentirne una libera fruizione sia ai propri clienti, sia a tutti coloro che nutrono una passione per l’arte contemporanea. Anche Cristina Gilda Artese è da tempo impegnata nella promozione e nel sostegno alla libera fruizione dell’arte contemporanea: infatti, oltre a ricoprire il ruolo di Art director presso Gilda Contemporary Art, galleria d’arte fondata nel 2017 e situata nel quartiere storico delle Cinque Vie, è fondatrice dell’Associazione Culturale Arsprima, dedita alla promozione dell’arte contemporanea e editrice della rivista di anomalie contemporanee “OrNot”. Per la Banca di Asti ha ideato una serie di mostre personali che si avvicenderanno nei mesi a partire dalla fine di Ottobre 2019 e che avranno come protagonisti artisti rappresentativi del panorama artistico contemporaneo, il cui valore è avvalorato non solamente dalla critica, bensì anche dall’attenzione che il mercato rivolge al loro lavoro.

“Gilda’s wall_art for value” vuole essere una modalità semplice ed immediata di fruizione dell’arte per il pubblico, nella quale le quotazioni delle opere saranno comunicate in maniera diretta, coerentemente ad una logica di trasparenza del valore economico delle opere d’arte all’interno di un settore dove è sempre più necessaria una maggiore professionalità da parte degli operatori. Il valore culturale dell’arte all’interno del sistema paese non può prescindere, infatti, anche da un giusto riconoscimento del suo valore economico, soprattutto nell’ottica della considerazione di eventuali investimenti in questo settore da parte del pubblico.

La sesta artista invitata a prendere parte al progetto è Eloisa Gobbo.

Il lavoro di Eloisa Gobbo è caratterizzato da una fitta selva di intrecci coloristici, di trame e reticoli realizzati con la sovrapposizione a livelli di elementi dalla più svariata provenienza iconografica, presi a prestito dal web, dal design, dalla grafica, dalla botanica, da motivi ornamentali della tradizione occidentale ed orientale. Densa e visivamente provocante, l’opera dell’artista padovana è animata dall’insistente ricerca di un intenso ritmo visivo, sorretto dall’uso di colori brillanti e da tinte piatte che insieme contribuiscono a creare l’effetto di un grande e gioioso patchwork in stile flat. In realtà, questo è l’aspetto più evidente e seducente del lavoro di Eloisa Gobbo, che usa tra fitta rete delle trame e degli orditi, il linguaggio della decorazione come uno strumento ingannevole, subordinato alla trasmissione di diversi contenuti.

Per Gilda’s wall, Gobbo presenta due installazioni di ceramica: ”Visual mapping” e “Pattern land”. La prima è costituita da 36 dischi in ceramica, foggiati al tornio e dipinti con smalti sottocristalline dai colori molto intensi e brillanti. L’opera trae ispirazione dal video mapping odierno, una particolare forma di realtà aumentata che arricchisce la percezione sensoriale umana, attraverso informazioni manipolate e veicolate elettronicamente. Questa tecnologia permette di trasformare qualsiasi superficie in un display dinamico, allo stesso modo questo lavoro utilizza la composizione dei dischi in ceramica come fossero un unico grande schermo, catturando e fissando sulla superficie un fotogramma di transizione tra una sequenza e l’altra.
La seconda installazione di ceramiche, “Pattern land” richiamando la superficie funzionale del piatto piano come se fosse una tela, ricorda nella forma i piatti ornamentali da parete delle epoche passate e la tradizione dei piatti del buon ricordo. Allo stesso tempo l’opera si discosta però da questi esempi, in quanto il disegno di ogni singolo piatto è sia un’astrazione sia uno degli elementi che permette la lettura dell’immagine nel suo insieme. Attraverso il completamento amodale, ossia quel fenomeno percettivo per il quale due regioni distinte e separate di un’immagine sono viste completarsi dietro a un occludente, l’immagine dell’opera diviene nella lettura un’unica superficie dipinta. Il completamento sopperisce alla perdita di informazioni dell’immagine ma il sistema visivo umano è in grado di completare le figure occluse, anche quando le forme completate non sono familiari. Lo spettatore è indirizzato a guardare da vicino i piccoli dettagli sulla superficie dei 24 piatti, evidenziati dalla scala ingrandita e dipinti a mano con sottocristalline colorate, e da lontano valorizzando la ricchezza creativa dell’opera nella sua totalità
Completano l’esposizione tre opere su carta intelata della serie “Back to paper”.


Orari di apertura:

dal lunedì al venerdì 8:20-13:00 e 14:30-16:10

L’Artista

Eloisa Gobbo

Eloisa Gobbo ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Ha vinto alcuni concorsi per la realizzazione di opere d’arte pubbliche, come quello per il Museo Palafitticolo di Fiavé, Trento e per la scuola materna di Ravina, Trento e nel 2009 è stata selezionata per partecipare al prestigioso Premio Fabbri. Ha tenuto numerose mostre personali e collettive in Italia e all´estero, tra le sue mostre pubbliche più importanti vanno segnalate “Ikone 2021”, Majolika Manufaktur Karlsruhe, Germania (2021), “Pilchuck Masquerade” Fremont Studios Pilchuck Seattle, USA (2019), “Open studios, Sculpture Space” Utica, New York, USA (2018), “Work in progress“, Sculpture Space, Utica, New York, USA (2018), “Pop up italian show”, Museo d’Arte Contemporanea di Hubei, Cina (2014), “Italian Newbrow”, Pinacoteca Civica Palazzo Volpi, Como (2012), “Arte italiana 1968-2007 Pittura” a Palazzo Reale a Milano (2007), la “Biennale di Praga 4”, Karlin Hall, Praga (2009). Eloisa Gobbo è stata un’artista in residenza presso la biennale della ceramica di Valencia, lo Sculpture Space di Utica New York, presso l’Anderson Center in Minnesota e presso il Vermont Studio Center in Vermont, USA.