Settembre – Ottobre 2023

Pietro Broggini

Gilda’s Wall
ART FOR VALUE

a cura di Cristina Gilda Artese

Settembre – Ottobre 2023

Gilda’s Wall
ART FOR VALUE

Pietro Broggini

Gilda Contemporary Art in collaborazione con
Banca di Asti- Via A. Manzoni 12, Milano

The Door
Pietro Broggini
a cura di Cristina Gilda Artese

In occasione del 18° Milano Photofestival promosso da AIF – Associazione Italiana Foto & Digital Imaging
dal 21 settembre al 21 ottobre 2023 presso la sede della Banca di Asti
continua, con le opere di Pietro Broggini il progetto “Gilda’s wall_Art for value” a cura di Cristina Gilda Artese,
in collaborazione con arsprima, associazione culturale per le arti contemporanee e con il Patrocinio del Comune di Milano.

Nella prestigiosa sede della Banca di Asti in via Manzoni a Milano, a pochi passi dal teatro La Scala e da Palazzo Marino, oltre che dal Museo Poldi Pezzoli, ha luogo dal 2019 una rassegna di arte contemporanea a cura di Cristina Gilda Artese. “Gilda’s wall_Art for value” è un progetto che nasce dalla stretta collaborazione fra la sede milanese della Banca di Asti, situata all’interno di un magnifico palazzo storico, e la galleria d’arte contemporanea Gilda Contemporary Art, della quale Cristina Gilda Artese è art director. In fase di ristrutturazione della sede storica, la Banca di Asti, ha deciso di destinare una parete di 13 metri, idoneamente attrezzata, all’esposizione di opere d’arte, al fine di consentirne una libera fruizione sia ai propri clienti, sia a tutti coloro che nutrono una passione per l’arte contemporanea. Anche Cristina Gilda Artese è da tempo impegnata nella promozione e nel sostegno alla libera fruizione dell’arte contemporanea: infatti, oltre a ricoprire il ruolo di Art director presso Gilda Contemporary Art, galleria d’arte fondata nel 2017 e situata nel quartiere storico delle Cinque Vie, è fondatrice dell’Associazione Culturale arsprima, dedita alla promozione dell’arte contemporanea e editrice della rivista di anomalie contemporanee “Or Not”. Per la Banca di Asti ha ideato, a partire dalla fine di Ottobre 2019, una serie di mostre che hanno come protagonisti artisti rappresentativi del panorama artistico contemporaneo, il cui valore è comprovato non solamente dalla critica, bensì anche dall’attenzione che il mercato rivolge al loro lavoro.

La personale dedicata a Pietro Broggini in occasione del decimo anniversario della sua tragica e prematura scomparsa, accoglie due gruppi di lavori: le opere pubblicate nel catalogo “Skylines over me” arsprima edizioni editato in una personale commemorativa del 2013 e le opere esposte nella personale “Il pensiero bianco_The white thought” tenutasi sempre postuma in occasione del festival di fotografia europea di Reggio Emilia del 2014, nella prestigiosa sede dei chiostri di San Domenico.

Broggini, milanese di origine, da anni viveva in Germania a Francoforte sul Meno dove esercitava la propria professione di consulente nel settore dell’alta finanza; proprio a Francoforte, città legata da un gemellaggio culturale a Milano, sono state scattate tra gli anni 2008 e il 2012 le foto esposte della serie “Skylines over me”. Il profilo degli skylines, l’area industriale e lo snodo logistico della città, attraverso lo sguardo dell’artista diventano luoghi dal contorno avveniristico, dove l’uomo appare come ombra sovrapposta. Il riflesso della luce di un palazzo sul fiume diventa sorprendentemente simile al profilo di un volto. Simbolo della propria anima, l’ombra è proprio lì, ai piedi di imponenti grattacieli e pulsa insieme alle luci artificiali che paiono diventare segnale di presenza di entità superiori. Un suggestivo gioco di luci e colori che muta il reale e conduce lo spettatore in un viaggio onirico verso una città che cambia e che diventa motivo di spunto e di riflessione in una città come Milano che negli ultimi anni è coinvolta da un importante progetto di mutazione del piano urbanistico.
Le opere dedicate al bianco di Pietro Broggini, sono lavori nei quali il fotografo spoglia gli oggetti, i luoghi e le sezioni architettoniche di qualsiasi connotazione spazio temporale e conferisce loro la dimensione del puro pensiero astratto.
Il bianco diventa spazio senza luogo, momento senza tempo, e bacino di raccolta del pensiero puro, una Via Lattea fatta di galassie (le forme architettoniche) e sistemi solari (gli oggetti), distanti anni luce e apparentemente inerti, seppur collegati tra loro da una lieve e indefessa forza di gravità (lo sguardo del fotografo), che tutto tiene insieme donando equilibrio e vita. Amante della cultura e della filosofia orientale, cultore di un certo minimalismo estetico quale strumento di sintesi, Broggini racconta le proprie certezze ed incertezze di uomo con la metafora di una stanza bianca in demolizione/ricostruzione.
Nell’indagine delle sezioni architettoniche, Broggini reinterpreta le superfici e gli spessori dei materiali utilizzati per la costruzione degli edifici, che diventano espressione estetica di sublimazione del bianco e che sembrano restituire un antico candore anche alla città contemporanea. Il bianco, somma di tutti i colori, non a caso è simbolo tanto nelle culture occidentali, quanto in quelle orientali, di Verità Assoluta e di Resurrezione.

Le opere dell’artista sono messe a disposizione di arsprima dagli eredi di Pietro Broggini affinché l’associazione ne promuova e ne divulghi la ricerca ed il valore artistico nel tempo.


Orari di apertura:

dal lunedì al venerdì 8:20-13:00 e 14:30-16:10

L’Artista

Pietro Broggini

Pietro Broggini (Raffaele Lino)
Nato nel 1971 a Milano. Nel 1985, all’età di 14 anni, Pietro si trasferisce a Como dove frequenta il Liceo Classico e si avvicina allo studio della filosofia e della storia dell’arte per la prima volta. Dalla necessità emotiva di riuscire a catturare momenti e sensazioni ed interpretarli a proprio modo nasce dal 1985 il suo interesse per la fotografia. In questi anni Pietro ama sperimentare anche con la Polaroid e con tutte le tecniche a lui accessibili. Troppo raramente riesce ad ottenere risultati sufficienti a trasmettere il proprio messaggio attraverso la fotografia. È solo molto più tardi, nel 2003, che Pietro compra la sua prima fotocamera reflex digitale e inizia a sperimentare con la luce e colori e a scoprire il mondo della fotografia digitale. Nel frattempo il suo interesse per l’architettura lo ha portato a vivere nella metropoli finanziaria Francoforte sul Meno. Ancora un periodo di forti mutamenti, che sono ben visibili nelle sue fotografie. Questo periodo Pietro lo descrive come uno “stravolgimento emotivo”, ma necessaria esperienza di vita. Un confronto sui valori fondamentali: cosa è fondamentale, cosa perduto, cosa reale. Attraverso Cristina Gilda Artese e l’associazione arsprima inizia ad esporre le proprie foto in contesti ufficiali sia in Italia sia in Germania ed ultimamente a Praga. Pietro è scomparso prematuramente nel giugno 2013, ma il suo lavoro di fotografo continua ad emozionare e ad essere fonte di interesse per appassionati di fotografia.