Gilda’s breakfast
Parliamo di fotografia naturalista con la S.I.C.F.

Gilda’s Breakfast
Parliamo di fotografia naturalistica con la S.I.C.F.
Gilda’s Breakfast
Sabato 25 maggio dalle ore 10:30
INGRESSO LIBERO
Nuovo appuntamento con Gilda’s Breakfast, dove sorseggiando caffè e gustando deliziosi dolcetti, si parla di arte ma non solo. Un modo per scoprire le tante sfaccettature del “mondo di Gilda” e dedicare del tempo all’ascolto e al dialogo, in piacevolezza.
Con lo sfondo della mostra personale di Roberto Ghezzi “The Book: Flumina + The Greenland Project”, Cristina Gilda Artese ospiterà Sergio Banfi, alcuni fotografi e soci della Società Italiana Di Caccia Fotografica (S.I.C.F.) che presenteranno il libro “Aque. Gocce di vita” (La Memoria Del Mondo Edizioni).
Con le immagini hanno voluto con contribuire a portare l’attenzione sull’importanza di questa fondamentale risorsa: l’acqua. In Pianura Padana siamo circondati dall’acqua di fiumi, laghi, torbiere, risaie, ambienti dai quali i fotografi della SICF traggono continuamente ispirazione per i propri scatti, sfruttando appieno la fondamentale proprietà di aggregazione dell’acqua: solida, liquida e aeriforme, danno origine a ricordi duraturi nel tempo.
Saranno presenti Cristina Gilda Artese, Il presidente dell’associazione Sergio Banfi, alcuni soci e fotografi.
SOCIETA’ ITALIANA DI CACCIA FOTOGRAFICA
Nel novembre del 1973 la sezione culturale del S.I.C.O.F. ospita una raccolta di immagini dedicate alla fauna italiana. Il curatore, Egidio Gavazzi (poi fondatore della rivista Airone), lancia l’idea di un’associazione di fotografi naturalisti in grado di mostrare quel patrimonio naturalistico che il grande pubblico non conosce, e che potrebbe sparire in brevissimo tempo se non venisse tempestivamente tutelato. L’idea di unire la passione per la natura a quella della fotografia ha un seguito e si forma un nucleo di appassionati che si scambiano le rispettive conoscenze. Nasce così la Società Italiana di Caccia Fotografica che fin dal nome dichiara come il suo scopo sia di offrire un’alternativa incruenta alla caccia tradizionale e fondare una vera cultura dell’illustrazione naturalistica nel nostro paese. Per dare una “palestra” adeguata a chi intenda accostarsi ad un genere fotografico piuttosto insolito, viene eretta nella garzaia di Greggio (Vercelli) una torre di osservazione alta dodici metri. Inoltre, due dei primi soci mettono a disposizione un fondo chiuso nel quale hanno creato una zona umida, piccola ma ricchissima di avifauna. L’opera di divulgazione continua al Museo di Storia Naturale di Milano ed in seguito presso l’Acquario Civico Milanese. Nasce anche la rivista “Il Teleobiettivo”, per anni l’unica pubblicazione specializzata sull’argomento. Nel corso degli anni la SICF ha accomunato e formato i più importanti fotografi naturalisti italiani e ha dato un contributo importante alla causa della conservazione degli ambienti naturali, sviluppando un nuovo modo di intendere il rapporto con la natura. La natura diventa attualità, smettendo di essere argomento riservato a pochi addetti ai lavori. La Società assume dimensioni ragguardevoli, al punto da poter contare su centinaia di soci e numerose sedi regionali, con attività sul territorio, corsi ed uscite pratiche; sono i tempi in cui la “Natura” emerge prepotentemente col suo corollario di iniziative editoriali. A questa crescita non sono estranei alcuni membri della SICF, dalle sue fila passano alcuni dei nomi più conosciuti del settore dell’editoria e della comunicazione in genere. Il seme è stato gettato, ha germogliato ed ha dato i suoi frutti: tutte le riviste fotografiche del tempo hanno riservato pagine dedicate alla fotografia naturalistica. Tutto questo si è decisamente ridimensionato nel tempo ed anche il ruolo e la struttura della Società hanno seguito questa strada. Negli ultimi anni la Società cambia sede trasferendosi dalla storica sede di Legnano ad Inveruno, sempre in provincia di Milano, dove nel 2021 dà vita, insieme ad altre associazioni del territorio, all’ Inver1 Photo festival una rassegna della fotografia a tutto tondo, che è diventato un appuntamento fisso per gli appassionati. Cambiano anche i modi di operare: il campo di azione si è esteso progressivamente dalla caccia fotografica propriamente detta (foto di animali in natura) fino a comprendere la fotografia naturalistica nel suo insieme: macro, paesaggio, subacquea, tecniche speciali, ritratto ambientato. La fotografia naturalistica è diventata a tutti gli effetti una vera e propria forma d’arte. Lo spirito rimane però quello di accentrare l’attività di fotografi già formati dal punto di vista tecnico, condividendo esperienze, esplorando nuove strade, vivendo attraverso lo strumento fotografico quell’amore per la natura che è il comune denominatore di tutti i partecipanti.