CUNABULA
Monica Gorini

 

 

Gilda Contemporary Art apre la stagione autunnale con “Cunabula”, la nuova mostra personale di Monica Gorini

A cura di Cristina Gilda Artese

Opening giovedì 25 settembre ore 18,30

La mostra partecipa alla 21ª Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI e supportata dal Ministero della Cultura con apertura sabato 4 ottobre, dalle 10.30 alle 19.00.

Mostra visitabile fino al 31 ottobre 2025

 

In sintonia con i ritmi dell’autunno — stagione di riflessione, transizione e rinascita — Gilda Contemporary Art dà il via alla propria programmazione espositiva con “Cunabula”, la mostra personale di Monica Gorini a cura di Cristina Gilda Artese.

Il titolo “Cunabula” — dal latino “culla” — sintetizza la visione centrale dell’artista: la natura come grembo primordiale, origine fragile e potente al tempo stesso.

Le sale della galleria si trasformano in un percorso immersivo e sensoriale, attraverso cui la materia — pietra, vetro, fumo, immagini montane — si fa linguaggio poetico e spirituale. In questo percorso, i fumogeni non richiamano conflitti, ma evocano veli di trascendenza; le superfici specchianti non riflettono solo lo spazio, ma invitano l’osservatore a riconoscersi partecipe della natura stessa; i vetri richiamano la materia minerale da cui provengono, rivelando una connessione profonda e invisibile con la terra.

“Cunabula”, la culla, è il luogo che accoglie e custodisce la vita fragile. Monica Gorini sceglie questa parola come titolo della sua mostra e dell’opera principale, per trasformarla in metafora della natura come grembo universale: madre antica che ci genera, ma che oggi appare vulnerabile e bisognosa di protezione.

In questa visione, la montagna diventa l’altro polo simbolico: corpo primordiale e monumentale, segno di permanenza e trascendenza. Verticale e solenne, essa incarna da sempre l’aspirazione dell’uomo a salire, a superare il proprio limite, a cercare ciò che lo trascende. È roccia che resiste, ma anche presenza che ci sovrasta, imponendo umiltà e ascolto. Nella tradizione universale la montagna è soglia tra terra e cielo, ponte tra immanenza e infinito: un archetipo che nell’arte contemporanea si ricarica di nuovi significati, diventando icona concettuale.

È in questo dialogo tra culla e montagna, tra intimità e vastità, che si collocano le opere di Gorini. In Cunabula, installazione principale, legno, ferro e marmo palissandro blu, rosa e bianco danno forma a una culla solida e fragile insieme. Le pietre, scelte non per preziosità ma per unicità, raccontano la doppia natura della montagna: incarnato e cielo, carne e respiro cosmico.

Attorno a questo cuore pulsante si dispiega il percorso della mostra: Paesaggi metafisici , Vulnerabilis, Legami nascosti, Pulviscoli sospesi, La porta. Ogni opera intreccia fragilità e resistenza, materia e spirito, natura e percezione. Fumogeni che altrove rimandano al conflitto diventano veli trascendenti; il vetro si rivela fratello della montagna; la polvere si trasfigura in galassia. Tutto conduce a una stessa consapevolezza: la natura è Cunabula, culla che ci ha generati e che dobbiamo proteggere.

Questa mostra è un’arte che non si limita a essere osservata, ma invoca un coinvolgimento sensoriale e una riscoperta del nostro legame originario con la natura. “Cunabula” è un invito a ritrovare nella poesia della materia e nello sguardo condiviso, la consapevolezza di una responsabilità preziosa: custodire la culla che ci accoglie.

 

Monica Gorini (Domodossola, 1967) vive e lavora tra Milano e il Lago d’Orta dopo esperienze internazionali tra San Francisco, Londra, Parigi e New York. Diplomata all’Accademia di Brera, ha sviluppato un’intensa attività di ricerca pedagogica e multidisciplinare collaborando con istituzioni quali l’Università Bicocca di Milano, l’Accademia di Brera, la Triennale Design Museum, l’Art Beyond Sight di New York e altre. La sua pratica combina pittura, scultura, fotografia, video e installazioni in chiave sinestetica e multisensoriale, esplorando la materia come corpo vivente e memoria cosmica in una prospettiva di “ecologia spirituale”.

Le opere in mostra sono realizzate con la Sponsorship tecnica per l’artista delle aziende:

Quidam Srl

MORO-il Cuore della pietra

Pietre Tovanti

 

QUIDAM è un’azienda leader nella produzione del vetro.

QUIDAM sviluppa, produce e commercializza un’ampia gamma di prodotti tradizionali e innovativi con elevata padronanza tecnologica e costante aggiornamento, uniti a una passione artigiana d’altri tempi.