Giovanna Lacedra2023-03-01T12:59:50+00:00

Artist Profile

Giovanna Lacedra

Ph: Vincenzo Pagliuca
Ph: Vincenzo Pagliuca

Artist Profile

Giovanna Lacedra

“Il corpo è un indumento sacro” (Martha Graham)


Il corpo sa, registra, assorbe. Trattiene. Porta a memoria. È traccia, cumulo di segni. Pasta dell’anima. Duttile e inespugnabile al contempo. Il corpo è idioma, voce, verità.

Nella mia pratica artistica il corpo è racconto. E la performance è sempre trasposizione di qualcosa che ha lambito o assalito la mia carne. Dalla psiche al soma. E dal soma al mondo. L’azione performativa è metafora del vissuto.

Le mie performance contengono quasi sempre un momento di contatto, vicinanza e interazione con lo spettatore, il quale si ritrova inaspettatamente coinvolto: viene invitato a mangiare yogurt dal mio vasetto, a toccare la mia pancia, a prendere conchiglie dalle mie mani. Entra in diretto contatto con me e con il messaggio che porto. Le mie performances trattano tematiche nodose, ferite del nostro tempo: paure, solitudini, dipendenze, ossessioni, patologie, soprusi, abusi. Ma porto in scena anche la rinascita, la resistenza, la vita che grida, a dispetto di tutto. Utilizzo il corpo come veicolo espressivo e sensibilizzante. Le performances si svolgono sempre in un campo d’azione piuttosto ristretto, per poi passare all’interazione con l’altro. Uso molta cura nella scelta degli oggetti e dell’allestimento, tutto deve essere delicatamente orchestrato, anche dal punto di vista cromatico. Sono io a scrivere i monologhi che accompagnano l’azione, quando non scelgo di lavorare su poesie di altri autori o autrici.

Come in un affresco rinascimentale, tutto esiste in un perfetto equilibrio compositivo. Un equilibrio che la natura fendente dell’azione performativa scompaginerà.

 

B I O G R A F I A

Giovanna Lacedra nasce a Venosa (PZ) nel 1977. Studia pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e successivamente consegue l’abilitazione all’insegnamento presso l’Università di Pisa. Nel 2004 si trasferisce a Milano, dove per sedici anni lavora come docente di storia dell’arte, artista visiva, performer e autrice. Attualmente risiede a Ravenna.

Nel 2011 abbandona la pittura di figurazione per approdare alla Performance Art. Il suo primo progetto è autobiografico e si intitola “IO SOTTRAGGO”. Tratta il tema della patologia anoressico-bulimica, inscenando l’ossessiva triangolazione cibo-corpo-peso in una dimensione quasi autistica, in cui espone disegni e testi dei suoi diari durante la malattia. La performance diventa un tour itinerante che dal 2011 al 2020 tocca città come Napoli, Roma, Venezia, Sassuolo, Cesena, Pescara, Lecce, Bologna, andando in scena, tra gli altri, presso il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano in occasione della fiera d’arte contemporanea Step09 Art Fair, e presso lo squero di San Trovaso a Venezia, tra gli eventi collaterali della 56° Biennale Internazionale di Arte Contemporanea.

Tra le diverse performance da lei ideate e portate in scena si ricordano:
“L’ASPIRANTE”, sul tema della violenza di genere, tratta dell’omonima poesia di Sylvia Plath e realizzata tra 2013 e 2016 con Roberto Milani presso la Galleria d’Arte Amy-D di Milano, la fiera d’arte contemporanea ArtVerona, la Galleria Comunale di Cesena, la Casa Museo di Ludovico Ariosto a Ferrara, il C.R.A. di San Miniato;
“COME IL MARE IN UN BICCHIERE” sulla prigionia delle dipendenze, ispirata ad una poesia di Vittorio Varano, con Irene Lucia Vanelli e Michele Montanaro, portata in scena tra il 2014 e il 2017 presso la 77Art Gallery di Milano, la Marsiglione Art Gallery di Como, la V edizione di “CORPO | Festival di Arti Performative” di Pescara, la Rassegna Art in The Dunes di Vasto;
“EDGE | Ultimo Ritr-Atto”, sui versi dell’ultima poesia di Sylvia Plath e sui suoi Diari, realizzata nel 2014 presso la Casa Museo di Ludovico Ariosto a Ferrara e ArtFarm Pilastro di Bonavigo (Verona);
“NONSONOMAISTATAUNABAMBINA”, sull’abuso all’infanzia, liberamente ispirata ai “Quaderni delle bambine” di Maria Rita Parsi, realizzata con Massimo Festi e Giulia Fumagalli presso Palazzo Pirola, Gorgonzola (MI) e la Galleria Biffi Arte di Piacenza nel 2014;
“EMOTIONAL REVOLUTION” sulla rinascita da un vuoto, realizzata tra il 2015 e il 2017 per il festival “LA VOCE DEL CORPO”, IV edizione, di Osnago (Lecco) e per la rassegna “Algoritmic” presso la Porta degli Angeli di Ferrara;
“PARADEIGMA” sul potere dell’immagine destinica, realizzata nel 2016 presso la Galleria Punto Sull’Arte di Varese; “LASCIARSI CADERE” sull’accettazione della perdita, realizzata nel 2017 con la partecipazione di Barbara Raccuglia, presso la Galleria d’Arte Villa Contemporanea di Monza;
“AMPLEXUS MATER” sulla primordiale sacralità della maternità, realizzata presso Napoli Sotterranea per Art Performing Festival nel 2017 e presso gli Ipogei del comune di Presicce (Lecce) nel 2021;
“EAT ME(AT)”, sulla violenza della manipolazione verbale, realizzata nel 2017 presso Palazzo Risolo, Specchia (Lecce), per la rassegna “Le Fil Rouge”;
“LE GABBIE DI VINCENT (FUGA IN GIALLOCROMO)” liberamente ispirata ad una lettera di Vincent Van Gogh a Theo, realizzata nel 2018 per il Festival “LA VOCE DEL CORPO “V Edizione, Osnago (Lecco); “L’OMBRA DEL BIANCO VEDUTO DAL SOLE” sul mistero della figura materna nella vita di Leonardo Da Vinci, realizzata nel 2019 per PARMA360 Festival, IV edizione;
“DALL’ULTIMA VOLTA CHE SONO NATA” scritta e agita con Paola Turroni a partire dalla sua raccolta di poesie titolata“Il volto delle Bestie” , realizzata nel 2019 presso la Galleria Villa Contemporanea di Monza;
“EVA DELLA VERTIGINE” ,ispirata ai versi della poetessa libanese Joumana Haddad, per gentile concessione della stessa e realizzata nel 2021 presso Gilda Contemporary Art di Milano a cura di Cristina Gilda Artese;
“CLARESCERE (FARSI LUCE)” sul lento ritorno al proprio oriente, realizzata nel 2021 presso il PAN Palazzo della Arti di Napoli, a cura di Cristina Gilda Artese;
“L’AMORE E’ UN ALBERO” sulla tenacia del tempo che rinsalda ogni cosa; realizzata nel 2022 presso Gilda Contemporary Art di Milano, a cura di Cristina Gilda Artese.
Tra le sue video-performances ricordiamo “WHAT IS LOVE?” (2020) e “LA FAME E’ UNA STANZA VUOTA” (2021).

Esposizioni

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